Lifting cervico-facciale2019-08-01T11:48:14+02:00

LIFTING CERVICO-FACCIALE

Il lifting è l’intervento chirurgico che ha come scopo il miglioramento dei segni visibili di invecchiamento del viso e del collo. Con l’età, la pelle e i muscoli della regione del viso cominciano a perdere tono, il supporto dello scheletro osseo viene ad attenuarsi e il tessuto adiposo sottocutaneo può accumularsi in alcune zone e/o perdere volume in altre. Anche se l’intervento di lifting non può interrompere il processo di invecchiamento, ne può migliorare i segni più visibili mediante il sollevamento dei tessuti molli profondi del viso, il riposizionamento e l’asportazione dell’eccesso di pelle e la rimozione o l’aumento di alcune aree selezionate di tessuto adiposo. Un lifting può essere eseguito da solo o in combinazione con altre procedure, quali il lifting della fronte, la liposuzione, la blefaroplastica o la rinoplastica. Il lifting del viso è un intervento chirurgico altamente individualizzato per ogni paziente. Se l’approccio è similare per tutti i pazienti e consiste nel posizionare le incisioni cutanee a livello delle pieghe naturali presenti attorno al padiglione auricolare per poterle meglio nascondere, l’entità e la profondità degli scollamenti, le eventuali plicature o resezioni dei tessuti più profondi  e le direzioni dei riposizionamento delle strutture sono diversi tra i pazienti. In alcuni casi, inoltre, è possibile utilizzare un approccio che preveda delle incisioni a livello della congiuntiva e della cute della palpebra inferiore e/o della mucosa del fornice gengivale allo scopo di accedere in maniera più efficace ai tessuti della regione zigomatica.

Il grado di miglioramento varia da soggetto a soggetto ed è influenzato dalle condizioni fisiche della cute, dal grado del danno prodotto dalle radiazioni solari, dal supporto delle strutture ossee sottostanti e da una varietà di altri fattori.

In preparazione dell’intervento viene richiesto di compilare un questionario sul proprio stato di salute e di sottoporsi ad alcuni esami:  gli esami richiesti per l’ intervento di lifting cervico-facciale sono  solitamente un esame del sangue e un elettrocardiogramma. L’intervento di lifting viene eseguito in regime ambulatoriale o in day hospital associando un’anestesia locale alla  sedazione, vale a dire addormentando farmacologicamente il/la paziente consentendole, però, di respirare autonomamente senza la necessità di un’intubazione. Ciò permette un recupero molto rapido alla fine dell’intervento. L’intervento ha una durata variabile tra le due e le tre ore a seconda della tecnica utilizzata.

L’approccio più comune, che consente di modificare la regione delle guance, della mandibola e del collo prevede, come detto in precedenza, un’incisione che circonda il padiglione auricolare, in una sede dove sono già presenti delle pieghe cutanee, e, per questo, dove le cicatrici sono facilmente nascondibili. L’estensione dello scollamento sotto la superficie cutanea e l’entità delle modifiche ai danni dei tessuti muscolari sottostanti dividono i lifting nei cosiddetti lifting tradizionali e nei cosiddetti “minilifting” per i quali è previsto un approccio decisamente più conservativo anche se non meno efficace se eseguiti con le corrette indicazioni. Il modellamento della regione del collo può prevedere, in aggiunta, una piccola incisione sotto il mento mediante la quale è possibile correggere la porzione centrale del collo (quella interessata dalle cosiddette “bande platismatiche” che sono i due cordoni verticali che spesso testimoniano il rilassamento dei tessuti di questa regione). Laddove sia, infine, necessaria una correzione maggiore a livello della porzione superiore delle guance (la regione zigomatica), può essere necessario aggiungere o sostituire alle incisioni descritte un’incisione a livello della palpebra inferiore, solitamente a livello della congiuntiva palpebrale e della cute della regione laterale della palpebra inferiore. Attraverso queste incisioni è possibile riposizionare verso l’alto ed in maniera più corretta i tessuti discesi.

Come detto in precedenza, dopo aver guadagnato l’accesso alle strutture muscolari profonde, è possibile, sulla base delle caratteristiche del paziente, plicare, tagliare o sospendere tali strutture. La cute sovrastante viene, infine, riadagiata sui tessuti e suturata dopo averne eliminato l’eccedenza.  Alla fine dell’intervento, viene applicato un abbondante e morbido bendaggio compressivo in modo da mantenere una moderata compressione su tutta l’area dell’intervento. Ciò viene eseguito al fine di ottenere una riduzione dell’edema (gonfiore) e proteggere le ferite. Il bendaggio va mantenuto per la prima settimana dopo l’intervento. Non sempre vengono inseriti dei drenaggi aspirativi che comunque vengono rimossi dopo 24-48 ore.

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