Mastopessi con protesi2019-07-22T15:17:22+02:00

MASTOPESSI CON PROTESI

La mastopessi è l’intervento che consente di sollevare un seno cadente (ptosico) e di ricompattarlo per conferirgli un aspetto più tonico e giovanile. L’operazione prevede l’asportazione della cute eccedente, il riposizionamento del complesso areola-capezzolo ed il rimodellamento del tessuto mammario. Le cicatrici residue variano a seconda della quantità di cute da rimuovere: nei casi minori è possibile limitare la cicatrice alla regione periareolare, ma più frequentemente è necessario associare una cicatrice verticale che dal margine inferiore dell’areola giunge sino al solco sottomammario e nelle riduzioni di maggiore entità anche una cicatrice orizzontale lungo il solco sottomammario di lunghezza differente a seconda dei casi. Le cicatrici, anche se estese, sono comunque nascoste da un normale reggiseno o un costume da bagno.

Esistono diverse tecniche di mastopessi che differiscono, oltre che per il posizionamento delle cicatrici come accennato, per la modalità di trasposizione del complesso areola-capezzolo e per il rimodellamento della ghiandola: la scelta della tecnica più opportuna dipende dalle caratteristiche fisiche della paziente, dal grado di ptosi e dalla tipologia di mammella. La conoscenza e l’esperienza diretta delle diverse tecniche consente al chirurgo di scegliere nel caso specifico la metodica più idonea a raggiungere il migliore risultato con gli esiti cicatriziali minori.

Contestualmente alla mastopessi è possibile associare l’inserimento di protesi mammarie qualora si desideri un sollevamento ed un aumento del volume mammario. Le protesi mammarie sono costituite da un involucro esterno di silicone e da un contenuto interno in gel di silicone. Le protesi attuali contengono un gel di silicone cosiddetto “coesivo” , vale a dire più viscoso e per questo meno incline alla fuoriuscita. Esistono protesi di forma rotonda e protesi di forma anatomica “a goccia” di diametri e proiezioni differenti e la scelta dipende dalle caratteristiche fisiche e dai desideri della paziente. La grande varietà nella scelta ha ovviamente molti vantaggi che devono essere sfruttati al meglio dal chirurgo esperto al fine di scegliere la protesi più adeguata nel singolo caso;  è bene sottolineare che non esiste la “protesi migliore” in senso assoluto. E’ necessario ricordare che le protesi non sono pericolose, non causano tumori, non aumentano l’incidenza di tumori e consentono i normali controlli preventivi delle patologie mammarie. In caso contrario, non sarebbero regolarmente usate per interventi chirurgici correttivi o ricostruttivi. Per quanto concerne la durata delle protesi va detto che una protesi non è “eterna” anche se certamente ha una durata di molti anni; l’utilizzo del cosiddetto “gel coesivo” per riempirle ha eliminato il problema delle protesi mammarie della generazione precedente che venivano sostituite, su consiglio delle ditte produttrici, dopo circa 10-15 anni per evitare fenomeni di fuoriuscita di gocce di silicone e conseguente infiammazione dei tessuti. Recentemente, alcune ditte produttrici hanno introdotto una garanzia a vita per le protesi con possibilità di sostituirle gratuitamente in caso di rottura. La ricerca tecnologica è fondamentale in questo settore con investimenti economici molto significativi ed è importante tener presente che le più importanti aziende per poter vendere i prodotti in tutto il mondo devono superare prove e test rigorosi e rispettare standard qualitativi molti alti: tutto ciò deve indurre le donne ad una scelta serena e consapevole.  La protesi può essere alloggiata in posizione retroghiandolare subito sopra al muscolo pettorale, in posizione sottofasciale, vale a dire sotto la fascia del muscolo pettorale o profondamente al muscolo stesso. Recentemente è stata descritta la possibilità d’inserire le protesi in un doppio piano secondo la tecnica cosiddetta “dual plane”, liberando la ghiandola dal muscolo sottostante al fine di far risalire in parte l’areola e la ghiandola stessa ed inoltre di espandere meglio i quadranti inferiori del seno. In tal modo la protesi viene alloggiata nella metà superiore sotto al muscolo mentre nella metà inferiore si trova al di sotto della sola ghiandola. La scelta della sede d’inserimento della protesi e la tecnica specifica adottata dipendono dal singolo caso.

L’intervento non deve essere eseguito in pazienti gravide o in allattamento ed è preferibile, anche se non obbligatorio, evitare l’epoca coincidente con le mestruazioni.

L’intervento di mastopessi con protesi viene eseguito in regime ambulatoriale o in day hospital associando un’anestesia locale alla  sedazione, vale a dire addormentando farmacologicamente la paziente consentendole, però, di respirare autonomamente senza la necessità di un’intubazione. Ciò permette un recupero molto rapido alla fine dell’intervento. L’intervento ha una durata variabile tra l’ora e mezza e le due ore e mezza a seconda della tecnica utilizzata. L’intervento termina con una medicazione contentiva. Non sempre vengono inseriti dei drenaggi aspirativi che comunque vengono rimossi dopo 24-48 ore.

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