Mastoplastica additiva2019-07-22T15:01:57+02:00

MASTOPLASTICA ADDITIVA

E’ l’intervento che consente di ottenere l’aumento di volume del seno grazie al posizionamento di protesi mammarie. Le indicazioni all’intervento sono costituite da un volume mammario che la paziente ritiene insufficiente in relazione alla sua conformazione fisica, dallo svuotamento del seno dopo una gravidanza o da una sua discesa moderata (ptosi mammaria) e da un’asimmetria fra i due seni.  In caso di mammelle non solo piccole ma anche cadenti con eccesso cutaneo significativo, può essere opportuno associare all’inserimento della protesi anche un rimodellamento cutaneo ed un sollevamento del complesso areola-capezzolo (mastopessi).
Le protesi mammarie sono costituite da un involucro esterno di silicone e da un contenuto interno in gel di silicone. Le protesi attuali contengono un gel di silicone cosiddetto “coesivo” , vale a dire più viscoso e per questo meno incline alla fuoriuscita. Esistono protesi di forma rotonda e protesi di forma anatomica “a goccia” di diametri e proiezioni differenti e la scelta dipende dalle caratteristiche fisiche e dai desideri della paziente. La grande varietà nella scelta ha ovviamente molti vantaggi che devono essere sfruttati al meglio dal chirurgo esperto al fine di scegliere la protesi più adeguata nel singolo caso;  è bene sottolineare che non esiste la “protesi migliore” in senso assoluto. E’ necessario ricordare che le protesi non sono pericolose, non causano tumori, non aumentano l’incidenza di tumori e consentono i normali controlli preventivi delle patologie mammarie. In caso contrario, non sarebbero regolarmente usate per interventi chirurgici correttivi o ricostruttivi. Per quanto concerne la durata delle protesi va detto che una protesi non è “eterna” anche se certamente ha una durata di molti anni; l’utilizzo del cosiddetto “gel coesivo” per riempirle ha eliminato il problema delle protesi mammarie della generazione precedente che venivano sostituite, su consiglio delle ditte produttrici, dopo circa 10-15 anni per evitare fenomeni di fuoriuscita di gocce di silicone e conseguente infiammazione dei tessuti. Recentemente, alcune ditte produttrici hanno introdotto una garanzia a vita per le protesi con possibilità di sostituirle gratuitamente in caso di rottura. La ricerca tecnologica è fondamentale in questo settore con investimenti economici molto significativi ed è importante tener presente che le più importanti aziende per poter vendere i prodotti in tutto il mondo devono superare prove e test rigorosi e rispettare standard qualitativi molti alti: tutto ciò deve indurre le donne ad una scelta serena e consapevole.

L’intervento non deve essere eseguito in pazienti gravide o in allattamento ed è preferibile, anche se non obbligatorio, evitare l’epoca coincidente con le mestruazioni.

In preparazione dell’intervento viene richiesto di compilare un questionario sul proprio stato di salute e di sottoporsi ad alcuni esami:  gli esami richiesti per l’ intervento di mastoplastica additiva sono  un esame del sangue, un elettrocardiogramma ed un’ecografia mammaria/mammografia.

L’intervento di mastoplastica additiva viene eseguito in regime ambulatoriale o in day hospital associando un’anestesia locale alla  sedazione, vale a dire addormentando farmacologicamente la paziente consentendole, però, di respirare autonomamente senza la necessità di un’intubazione. Ciò permette un recupero molto rapido alla fine dell’intervento. L’intervento ha una durata variabile tra l’ora e le due ore a seconda della tecnica utilizzata.

L’incisione per introdurre la protesi può essere posta a livello del solco sottomammario o della regione periareolare inferiore o superiore o, infine della regione ascellare. La scelta dipende dalla situazione anatomica, dalla sede di inserimento della protesi, dal tipo di protesi nonché dalle preferenze del chirurgo.

La protesi può essere alloggiata in posizione retroghiandolare subito sopra al muscolo pettorale, in posizione sottofasciale, vale a dire sotto la fascia del muscolo pettorale o profondamente al muscolo stesso. Recentemente è stata descritta la possibilità d’inserire le protesi in un doppio piano secondo la tecnica cosiddetta “dual plane”, liberando la ghiandola dal muscolo sottostante al fine di far risalire in parte l’areola e la ghiandola stessa ed inoltre di espandere meglio i quadranti inferiori del seno. In tal modo la protesi viene alloggiata nella metà superiore sotto al muscolo mentre nella metà inferiore si trova al di sotto della sola ghiandola. La scelta della sede d’inserimento della protesi e la tecnica specifica adottata dipendono dal singolo caso.
Non sempre vengono inseriti dei drenaggi aspirativi che comunque vengono rimossi dopo 24-48 ore.

La decisione sulla tecnica più opportuna da utilizzare e, soprattutto, sulle dimensioni della protesi dipendono dalle caratteristiche della mammella, in particolare dalla larghezza della base del seno, dall’elasticità della cute e dal volume mammario pre-operatorio.

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